I VIGNETI

Il vento di mare e milioni di anni di erosione ed evoluzione geologica, hanno donato a questi luoghi uno straordinario microclima e condizioni ideali alla coltivazione della vite in alta collina.

Il bosco, grazie alla miscellanea di varietà floreali e faunistiche, rappresenta un bacino importante di ossigeno e di equilibrio necessari a una viticoltura eco-compatibile.

Ogni vigneto possiede proprie peculiarità per esposizione, altitudine, composizione del terreno. Ognuno di essi gode di giaciture ottimali e un’età compresa tra i 35 e i 65 anni.

Riesling
Chardonnay
Pinot Nero
Moscato bianco di Canelli
Brachetto
I nostri 41 ettari di vigneti storici sono dislocati nei territori di Loazzolo, Bubbio, Bistagno e Canelli:
 
La Caliera - 450 metri slm.
Vigneti di Moscato
Esposizione: Sud Ovest
 
 
 
Crevoglio - 420 metri slm.
Vigneti di Chardonnay, Pinot Nero e Moscato
Esposizione: Est
 
Pian Muciot - 390 metri slm.
Vigneto di Chardonnay
Esposizione: Est
 
Pian Suran - 490 metri slm.
Vigneti di Moscato
Esposizione: Est
 
El Rive - 360 metri slm.
Vigneti di Moscato
Esposizione: Sud
 
 
 
El Bric - 610 metri slm.
Vigneti di Moscato, Riesling e Pinot Nero
Esposizione: Sud - Sud Est - Nord
 
 
La Feja - 580 metri slm.
Vigneti di Moscato e Chardonnay
Esposizione: Est
 
El Fundein - 420 metri slm.
Vigneti di Moscato
Esposizione: Sud
 
Al Cabanon - 580 metri slm.
Vigneto di Chardonnay
Esposizione: Ovest
 
La Sreja - 390 metri slm.
Vigneto di Pinot Nero
Esposizione: Nord
 
 
Monticelli - 320 metri slm.
Vigneto di Brachetto
Esposizione: Sud
Borgo Maragliano: Perfette alchimie d’alta quota

A Loazzolo le caratteristiche del terroir sono uniche e straordinarie: il suolo risulta essere sabbioso, tufaceo e calcareo, per cui molto permeabile, ma privo di argilla; pertanto estremamente adatto a produrre vini di lunga conservazione e dai contenuti aromatici ricchi ed eleganti.

L'altitudine dei vigneti, i forti sbalzi termici, il vento di mare, la presenza di boschi e noccioleti, l’esposizione favorevole, la tipologia del terreno, sono l’alchimia perfetta per donare alle uve quegli aromi e quelle peculiarità che fanno dei nostri vini dei prodotti unici.

Primi anni Ottanta, il dottor Corino, uomo di grandi intuizioni e direttore dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Asti, dopo aver valutato la particolare situazione pedo-climatica di Loazzolo, suggerisce l’impianto di vigneti sperimentali di Chardonnay e Pinot Nero per produrre il Metodo Classico a Loazzolo. Sfida che Giuseppe e Carlo affrontano con entusiasmo e determinazione.